CASTELLAVAZZO

CASTELLAVAZZO

Devi sapere che Castellavazzo (fino al 2011 Castello Lavazzo, Castèl in veneto) è una frazione di Longarone.

GEOGRAFIA

Vuoi sapere dove si trova? Castellavazzo si trova subito a nord di Longarone sul versante occidentale della valle del Piave.

LE ORIGINI DEL NOME

Dante Olivieri riconosce nel toponimo Lavazzo una traccia del latino lābes “smottamento”. Per Giovan Battista Pellegrini, invece, esso deriva da Laebactes, una popolazione stanziata in epoca storica presso la zona.
Castello è chiaramente un riferimento all’antico fortilizio presso il quale si è sviluppato il paese.

STORIA

Un focus sulla storia di Castellavazzo è necessario.

Castellavazzo è sorta in posizione strategica, arroccata su uno sperone roccioso alla destra del Piave. Il primo nucleo del paese fu infatti rappresentato dal Castellum Laebactium, un fortilizio dal quale si potevano controllare i traffici tra la Pianura Veneta e il Nord. Tutto ciò permise all’abitato di assumere una primaria importanza anche dai punti di vista ecclesiastico (come sede di pieve) e civile.
Successivamente le funzioni del Castellum Laebactium furono trasferite al castello della Gardona, ubicato più a nord, presso il confine con il Cadore.
Comune autonomo con frazioni Codissago, Olantreghe e Podenzoi, dal 22 febbraio 2014 è confluito in quel di Longarone.

MUSEO DELLA PIETRA E DEGLI SCALPELLINI

L’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo si è data tra i suoi compiti costitutivi quello di attribuire un’adeguata testimonianza agli antichi mestieri di cavatore, scalpellino e delle lavorazioni della pietra, che hanno sempre accompagnato la vita di questo piccolo borgo di montagna, giacchè il legame di Castellavazzo con la pietra è sancito dalla Stele Neroniana realizzata nei primissimi decenni dopo Cristo.

La sede museale è ospitata presso i locali delle ex scuole medie in Via IV Ottobre, nella parte alta dell’abitato, su di uno sperone di roccia dominante l’abitato e circondato dalle cave dismesse La Olta e Foran le quali, senza soluzione di continuità, costituiscono un inedito unicum con il centro storico dell’abitato, anch’esso tutto realizzato con la pietra. Da questo luogo che chiude come un anfiteatro la media valle del Piave, si possono scorgere tutto intorno i segni e le ferite che l’attività di cava ha inflitto al territorio.

Il museo è organizzato in 5 sezioni, ognuna legata ad una tematica specifica:

1. La storia geologica
La prima sezione propone un dettagliato inquadramento geologico dell’intero territorio provinciale, analizzando l’evoluzione dell’assetto tettonico e la varietà e la dislocazione delle varie tipologie litiche.

2. Presenze di pietra
L’importanza ed il ruolo che la pietra ha avuto nel corso dei secoli viene celebrato in questa sala dove, splendide e preziose testimonianze, completano l’impianto didascalico; le argomentazioni trattate spaziano dagli usi più materiali e di immediata percezione, ai contesti più eterei e spirituali.

3. La pietra nella quotidianità
Una vasta carrellata di reperti e di esaurienti testimonianze, mette in evidenza lo stretto legame che intercorre tra le quotidiane attività antropiche e la pietra.

4. Tecniche di estrazione, lavorazione e trasformazione della pietra
La presenza di ricostruzioni e reperti, coadiuvati da immediati e approfonditi contenuti divulgativi, conducono il visitatore alla scoperta delle tecniche di estrazione, di lavorazione e di trasformazione della pietra.

5. Castellavazzo: un paese di pietra, la pietra di un paese
Un allestimento d’effetto rende omaggio alle vicende storiche del paese di Castellavazzo, il quale ha sempre legato in maniera indissolubile la sua esistenza con la sua pietra; una completa e rara collezione di attrezzature, fotografie, testimonianze, celebra le valenti generazioni di scalpellini autoctoni che hanno saputo esportare la loro apprezzata opera in svariate località non solo europee.

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ONORIFICENZE

Castellavazzo si è guadagnato una medaglia. Leggi di più!

Medaglia d’oro al Merito Civile:
«In occasione dell’immane disastro abbattutosi sul suo territorio, nel quale numerose persone perdevano la vita e molti fabbricati andavano distrutti, la forte popolazione di Castellavazzo, prodigandosi nell’opera di soccorso dei superstiti e di recupero delle salme, dava fulgida testimonianza, tra l’unanime ammirazione del Paese, di mirabile fermezza d’animo e di preclare virtù civiche.» — Disastro del Vajont, ottobre 1963