CENCENIGHE AGORDINO

CENCENIGHE AGORDINO

Se vuoi scoprire la provincia di Belluno e le sue fantastiche realtà, devi soffermarti anche sulle curiosità.

Cencenighe Agordino (Zenzenìghe in ladino) risultò il 4 novembre 1966, insieme a Gosaldo, uno dei paesi più devastati dalla grande alluvione. Morì una persona e numerosi edifici furono spazzati via dalla forza delle acque.

STORIA

Cencenighe Agordino ha una sua storia, come tutti i paesi ed è giusto ricordarla. Buona lettura.

Cencenighe cominciò a essere abitata stabilmente dall’anno Mille, tuttavia le prime attestazioni scritte del toponimo risalgono alla fine del Duecento. Esso dovrebbe essere un prediale legato al personale latino Cincius.

Il popolamento del territorio fu favorito dalla presenza di miniere nei dintorni, nonché dall’abbondanza di boschi che permetteva il funzionamento di forni fusori per la lavorazione dei metalli. I nuclei abitativi più antichi erano Coi (dove si trova la chiesa) e Villagrande, quest’ultimo principale centro amministrativo ed economico sino ai primi del Novecento. Via Roma e Veronetta, considerate oggi le zone più centrali del comune, sono di origine molto più recente.

Dal punto di vista politico seguì le sorti di tutto l’Agordino. Legata ai vescovi di Belluno, nel 1404 passò alla Repubblica di Venezia e costituì una delle regole di Soprachiusa (la parte del capitaniato di Agordo a nord di Listolade). La zona raggiunse una certa stabilità solo dopo la guerra della Lega di Cambrai: nel 1439 fu devastata dalle truppe di Filippo Maria Visconti e attorno al 1510 da quelle del condottiero austriaco Leonardo Felzer.

La posizione di Cencenighe, alla confluenza dei torrenti Biois e Cordevole, l’ha resa una località soggetta alle alluvioni (in dialetto brentàne) anche in tempi recenti (1882 e 1966). Si pensi che durante l’alluvione del 1966 gran parte del paese fu sommersa da fango e detriti. Duramente colpite furono le frazioni di Vare Basse, Faè, Ghirlo, Pascol, Palù, Roa e Veronetta, dove era situato il cimitero comunale, completamente raso al suolo e coperto da macerie. Attualmente la struttura si trova a Le Valesine, sulla riva sinistra del fiume Cordevole, dopo essere stata costruita e ultimata nel 1967.