Cibiana di Cadore (Žubiana in ladino)

Devi sapere che Cibiana di Cadore è un piccolo paese quasi nascosto di 450 abitanti a 985 metri sul livello del mare, situato lungo la strada che da Venas arriva al Passo Cibiana e poi nello Zoldano, protetto dalle sue vette e lontano dal turismo più commerciale e mondano, si respira ancora l’aria di un posto vero, di gente semplice, dove la passione per la vita di montagna non è tramontata. Le sue stradine di ciottoli si inerpicano sui pendii sui quali sorge il paese, una piccola perla che cela numerose ricchezze.

Molti gli edifici antichi, dislocati principalmente nella frazione di Sotto, risalenti al XVI e XVII secolo; interessante la Chiesa principale del ‘300 e la Chiesetta di San Nicolò a Cibiana di Sotto.

ECONOMIA

Il paese è posto nella piccola e discosta vallata del torrente Rite, e questa amena posizione ha isolato il paese dal resto del Cadore per lungo tempo. In passato le attività principali erano quelle agricolo-pastorale e di cura dei boschi, ma di grandissima importanza erano le miniere di ferro presenti nei monti circostanti. Il ferro veniva utilizzato perlopiù per la produzione di chiavi. Le chiavi qui prodotte divennero famose non solo in Italia ma anche in alcuni paesi europei. L’attività è tutt’oggi presente sul territorio, ovviamente con l’utilizzo delle moderne tecnologie.
Il piccolo borgo di montagna è noto anche per le caratteristiche lavorazioni artigianali che la popolazione custodisce gelosamente, tra cui le “scarpete”, ossia le pantofole create con corda e velluto, i “zestoi”, gerle in legno, ma anche bambole in stoffa, scialli di lana e tanti altri oggetti che racchiudono ancora il fascino del passato.

Uno dei principali motivi che attrae turisti a Cibiana sono i suoi Murales, che la identificano appunto come “Paese dei Murales” o “Paese che racconta la sua storia”.

Dal 1980 si è andato così a formare un museo all’aperto, grazie al volere anche di Vico Calabrò, che vanta ben 50 affreschi che danno vita ad un percorso artistico unico nel suo genere, allo scopo di recuperare tradizioni, mestieri e storie del patrimonio culturale del paese per riproporle in chiave di memoria collettiva, di pubblico accesso grazie alle arti figurative, valorizzando in questa maniera originale, il patrimonio abitativo e allo stesso tempo abbellendo l’abitato come era d’uso nelle città medievali d’Italia. Queste pitture, eseguite da artisti autorevoli giunti non solo dall’Italia ma anche dal Giappone e dall’ex URSS, sono disseminate sulle pareti delle case e ne raccontano la storia.

Non a caso negli affreschi e negli altri dipinti realizzati, una componente fondamentale è quella del recupero e della vivificazione dei mestieri e della storia che hanno contrassegnato il paese e la famiglia abitante di quella casa.
Le frazioni di Masariè, Cibiana di Sotto e Pianezze ospitano altrettanti cicli di opere.

TURISMO

Cibiana offre ai suoi ospiti strutture ricettive a conduzione familiare, quali appartamenti, camere in affitto, rifugi e baite accoglienti, dove farsi deliziare da un’eccellente cucina.

L’impulso turistico è dato al paese, oltre che dalla posizione nel cuore delle Dolomiti e vicina alla celebre Cortina d’Ampezzo, dai murales, affreschi sui muri delle antiche case a sasso e dal Museo nelle Nuvole, una delle sedi del Messner Mountain Museum.

I MURALES

Che cosa sono?

I Murales, come detto sopra, sono affreschi di grandi dimensioni dipinti sulle pareti delle case di Cibiana, che è stata per questo denominata “Paese dei Murales”. L’insieme di queste opere costituisce un museo all’aperto che annualmente viene arricchito con nuovi soggetti, alla cui realizzazione hanno contribuito artisti italiani e stranieri giunti anche dal Giappone e dall’ex URSS. Rappresentano una stretta simbiosi tra arte, assetto urbanistico ed architettonico. Questa iniziativa nasce nel 1980 fa a Cibiana allo scopo di recuperare tradizioni, mestieri e storie del patrimonio culturale del paese per riproporle in chiave di memoria collettiva di pubblico accesso grazie alle arti figurative valorizzando in questa maniera originale il patrimonio abitativo e allo stesso tempo abbellendo l’abitato come era d’uso nelle città medievali d’Italia.

Non a caso negli affreschi e negli altri dipinti realizzati, una componente fondamentale è quella del recupero e della vivificazione dei mestieri e della storia che hanno contrassegnato il paese e la famiglia abitante quella casa.

Le frazioni di Masariè, Cibiana di Sotto e Pianezze ospitano altrettanti cicli di opere.

IL MUSEO NELLE NUVOLE

Nel 2002 è stato aperto sul Monte Rite (2180 m s.l.m.) un Museo nelle Nuvole dedicato alla storia delle Dolomiti, parte del progetto Messner Mountain Museum, curato dal celebre alpinista altoatesino Reinhold Messner. Sulla cima del Monte Rite, accanto al rifugio, un forte di guerra si è vestito a nuovo e ospita oggi il museo più alto d’Europa. Qui un patrimonio di reperti, foto, studi e opere d’arte raccontano la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico.

Il Monte Rite, che troneggia sul paese, offre panorami mozzafiato a 360° sulle montagne vicine, sulla Valle del Boite e oltre, da Cortina fino a Laggio. Per raggiungere la cima a piedi si può percorrere la strada sterrata che parte dal Passo Cibiana, oppure prendere la scorciatoia conosciuta come “troi d’Orlando”.
Cibiana di Cadore si trova infatti circondata dalle vette dolomitiche del Pelmo, dell’Antelao, del Monte Rite e del Monte Penna.

Il vicino passo Cibiana è un ideale punto di partenza per meravigliose escursioni. Suggestiva la visita alle vecchie miniere di Vallinferna, Ronzei e Ciarsies, che testimoniano l’antica attività mineraria della popolazione.
Sul versante opposto, tanto selvaggio quanto affascinante, svettano il Sassolungo e gli Sfornioi, che offrono scenari meravigliosi anche sulle vallate retrostanti.
L’Alta Via n.3 delle Dolomiti, che parte da Villabassa in Pusteria e arriva a Longarone, passa per il Monte Rite, il rifugio Re Mauro di Passo Cibiana e forcella Bella sotto al Sassolungo.

Durante la stagione invernale, Cibiana offre a tutti i suoi ospiti una pista da fondo tra le più panoramiche della zona, con percorsi di diversa lunghezze, tutti di media difficoltà. L’anello di 2 km è dotato di illuminazione e permette di praticare lo sci di fondo sotto le stelle.

PERSONE LEGATE A CIBIANA DI CADORE

Cibiamo di Cadore ha nel cuore alcune persone. Abbiamo deciso di elencarle qui:

Bartolomeo d’Alviano (1455 – 1515), condottiero mercenario protagonista di un fatto d’armi a Cibiana

Nilo Zandanel (Cibiana di Cadore, 1937 – Pieve di Cadore, 2015), saltatore con gli sci primatista mondiale nel 1964

Nevio De Zordo (Cibiana di Cadore, 1943 – Colonia, 2014), bobbista

PRODOTTI TIPICI: I CASUNZIÈI

I casunzièi – casonciei, casanzes, csanzöi – sono una delizia della tradizione culinaria della Ladinia, l’area che comprende il territorio del Comelico, Cadore, Agordino, Val di Zoldo e Ampezzano, nella parte settentrionale della provincia di Belluno.

Si tratta di ravioli a forma di mezzaluna, preparati con pasta all’uovo finissima, il cui ripieno è generalmente costituito da un impasto preparato con patate lessate e polpa di rapa rossa e conditi con burro fuso, ricotta affumicata e semi di papavero.

In base all’area territoriale in cui vengono preparati, i casunzièi possono presentare alcune differenze, soprattutto per quanto riguarda il ripieno. In Comelico, ad esempio, i casunzièi (o meglio csanzöi) sono preparati con un ripieno particolare costituito da mentuccia selvatica sminuzzata e mescolata alle patate lessate, oppure con crauti, pancetta e cipolla.
Nell’Ampezzano, invece, la rapa rossa è la protagonista classica, ma è proprio qui che viene anche coltivata una particolare varietà, ormai rara, di questo ortaggio: la rapa a pasta gialla, il cuderao, ingrediente segreto per un una ricetta ancor più gustosa.

Ed infine in Agordino e in Val di Zoldo è diffusa la consuetudine di preparare questi prelibati ravioli con il ripieno di zucca.

In ogni caso, una prelibatezza per il palato tutta da assaggiare.

 

Fonti: Nuovo Cadore ed Infodolomiti