FALCADE

Falcade (Falciade in ladino)

Geografia

Falcade vanta a giusto titolo la qualifica di capoluogo della Val Biois, oltre che quella di uno dei maggiori centri – per grandezza, sviluppo economico e importanza socio-culturale – di tutto l’Agordino.

È circondato da importanti vette dolomitiche quali Focobon e Mulaz (del gruppo delle Pale di San Martino), Civetta, Pelmo, Cime d’Auta, Marmolada e Monzoni-Costabella.
Fa parte del consorzio impianti a fune Tre Valli (Falcade, San Pellegrino, Moena-Lusia) e del Dolomiti Superski.

Storia

Se vuoi scoprire la storia di Falcade, allora continuare a leggere. Ne rimarrai colpito.

Paese di origini rurali, venne ben presto scoperto dal turismo grazie alla bellezza dei suoi paesaggi e ad un clima fresco e soleggiato, ideale per la villeggiatura di montagna delle classi medio-alte dei secoli scorsi.

Il primo agglomerato urbano fu Falcade Alto (1300 m), inerpicato sulla montagna in modo da guardare a Sud. In seguito il paese si sviluppò soprattutto nel fondo valle, espandendosi come Piè Falcade e Càviola.

Il 4 novembre 1966, lo stesso giorno dell’alluvione di Firenze, morirono 11 persone nella frazione di Somor (1400 m) per una frana causata dalle incessanti piogge.
Dove ora sorge la nuova chiesa parrocchiale, anticamente esisteva un cimitero militare, successivamente spostato per far costruire la chiesa. Oggi rimane solo la cappella militare, a fianco della chiesa.

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell’Agordino come zona a minoranza linguistica Ladina.

Tradizioni

A Falcade è presente una Union Ladina con il Gruppo Folk Val Biois, da anni attiva con iniziative per il recupero e la valorizzazione delle antiche tradizioni della vallata. Tra queste, una in particolare ha riscosso negli ultimi dieci anni un sempre maggiore consenso animando l’ultimo fine settimana di settembre. È “Se Desmonteghea”, che ripropone l’antico rito del rientro in paese delle mandrie che hanno trascorso l’estate nei pascoli di alta montagna in una due giorni di colori, sapori e musiche tradizionali.

Onorificenze

Falcade ha una medaglia ed è giusto onorarla!

Medaglia di bronzo al Merito Civile:
«Piccolo centro di montagna di circa duemila abitanti subì un rastrellamento ed una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste, che provocarono vittime civili e la distruzione di numerose abitazioni. La popolazione seppe reagire agli orrori della guerra con coraggio e generoso spirito di solidarietà, affrontando, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale.» — 20/21 agosto 1944 – Falcade (BL)

Monumenti e luoghi d’interesse

Falcade è un centro turistico molto attrezzato, che offre agli ospiti numerose possibilità di alloggio e di intrattenimento, non ultimo quello culturale. Accanto agli esempi artistici e architettonici disseminati nelle frazioni del paese – molto belle sono le chiesette delle diverse borgate, come quella di Falcade Alto dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano (XV secolo), quella della Madonna della Salute a Caviola (XVIII secolo) e altre ancora, mentre l’imponente parrocchiale che domina il paese dalla cima di un colle è molto più recente, essendo stata consacrata nel 1947.

Falcade ha dato i natali inoltre ad un importante artista contemporaneo, lo scultore Augusto Murer.
In località Molino, a poca distanza dal centro, è possibile visitare lo studio-museo creato dallo stesso artista e aperto al pubblico dopo la sua morte avvenuta nel 1986.
Diverse sono anche le opere di Murer che si possono ammirare a Falcade e nelle sue frazioni; vale la pena di citare a questo proposito, il monumento in Piazza Sandro Pertini a Caviola, in memoria delle vittime dell’eccidio nazista qui compiuto nell’agosto 1944.

– Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano
Leggermente discosta dal centro del paese, la Chiesa di San Sebastiano si inserisce nel bel contesto paesaggistico della Valle del Biois tra le vette dolomitiche UNESCO.
Non è stato possibile risalire alla data precisa di realizzazione, ma si presume che l’edificio sacro risalga alla fine del ‘300, mentre a metà del ‘400 venne riedificato con una superficie maggiore e in stile alpino, da alcuni esperti lapicidi provenienti da Como, mantenendo comunque una struttura lineare e semplice: presenta una sola aula e l’abside completamente dipinte.

Nella prima metà del ‘700 la chiesa è soggetta ad un’altra opera di rifacimento, come nel 1827 quando viene allungata di due metri e la navata articolata in cinque campate con altrettante lunette per lato.
Infine, nel 1852 la struttura subisce un ulteriore restauro, mentre l’attuale torre campanaria è edificata solamente nel 1885.

– – Opere d’Arte
Contro la parete destra della chiesa si trovano tre statue raffiguranti la Vergine con il Bimbo, San Fabiano e San Sebastiano, uniche testimonianze del flügelaltar che era custodito all’interno della chiesa: alcuni studi attribuiscono tali opere alla bottega di Hans Klocker (fine XV secolo).

Altra opera d’arte che merita un cenno è la pala dell’altare maggiore eseguita da Rovisi, il quale ha saputo dare al dipinto un senso di profondità e dinamismo particolare: l’opera illustra in primo piano la figura di San Sebastiano e in secondo piano gli arcieri che stanno colpendo il martire; mentre sullo sfondo una folla popolare assiste all’episodio.

Sempre Rovisi è l’autore di un altro quadro, collocato sulla parete destra del presbiterio che raffigura un’agiografia di San Sebastiano martire sottoposto alle battiture. Di fronte a quest’opera trova collocazione un altro olio su tela attribuito al pittore di Fiemme Francesco Sebaldo Unterperger, che raffigura san Sebastiano condotto dinanzi all’imperatore Diocleziano.

Nell’altare minore di sinistra si trova una pala costituita di due registri distinti tra loro: in basso illustra le solide figure di San Rocco e Sant’Antonio da Padova, mentre nel registro superiore riporta l’episodio dell’incontro della Vergine con Elisabetta e di Zaccaria con Giuseppe.

Di bottega fassiana l’altare minore di destra, particolarmente raffinato e decorato con intagli e rilievi, accompagnato da una pala che illustra San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate, mentre sulle nuvole la Madonna con il Bimbo sono circondati dagli angeli.

– – – Nelle vicinanze
A Villotta si trova la Chiesa della Madonna di Pompei e a Ganz la Chiesa di San Romedio.
Da segnalare l’antica Chiesa della Madonna della Salute costruita all’inizio del ‘700, la Chiesa di S. Croce a Sappade, la Chiesa di Maria Ausiliatrice a Valt, la Chiesa del Redentore a Feder e la Chiesa della Madonna Addolorata a Fregona.

– Chiesa della B.V. della Salute a Caviola
La Chiesa della Beata Vergine della Salute si erge in posizione dominante nel piccolo abitato di Caviola, frazione di Falcade ed è stata edificata tra il 1713 e il 1715 per volontà dei Regolieri di Caviola e di Sappade.

L’architettura originaria di questo edificio non corrisponde a quella attuale, che segue una tradizione dolomitica, poiché nel 1834 l’edificio venne completamente distrutto per permettere il completo rifacimento e ampliamento.

Nel 1929, inoltre, la chiesa venne ulteriormente ampliata per consentire di accogliere la popolazione: l’aula viene allungata di 8 metri, alla struttura principale vengono annesse due cappelle laterali e la sagrestia viene ampliata.

Visto il risultato finale non del tutto soddisfacente e armonioso, nel 1957 la sopraintendenza delle Belle Arti con il Provveditorato delle Opere Pubbliche di Venezia decise di abbattere le due cappelle laterali per riportare la struttura sacra alla sua architettura lineare originale.

– – Opere d’Arte
Per quanto concerne il patrimonio artistico di questo tempio merita un cenno l’altare minore secentesco, attribuito alla scuola bellunese degli Auregne, solenne e scenografico costituito da un ricco paliotto e un’alzata con quattro colonne, doppio timpano e sette statue sommitali, il tutto magistralmente decorato. Qui la pala che fa da cornice raffigura la Vergine ed il Bimbo che mostrano la corona alla folla di santi e fedeli, un’opera le cui caratteristiche riconducono alla mano dell’artista bellunese Nicolò de Stefani e probabilmente anche a qualche collaboratore.

L’antica pala dell’altar maggiore trova spazio, attualmente, nella parte sinistra dell’aula: realizzato da Giovanni Fossa il bel dipinto raffigura la Madonna che regge il Bambino e alcuni Santi.
L’altar maggiore, invece, realizzato da artigiani della bottega fassiana, ospita all’interno della nicchia una statua della Madonna proveniente da laboratorio di Giovanni Matteo Rugaldini.
Infine, il seggio del Mansionario del coro è una bella opera di artigianato locale e riporta infatti lo stemma di Giovanni Olmo.

– – – Nelle vicinanze
Molto belle sono le chiesette delle diverse borgate, come la Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano situata a Falcade Alto (XV secolo) o l’imponente Chiesa Parrocchiale di Caviolaconsacrata nel 1947.

– Museo Augusto Murer
Situato a Falcade, questo museo è un’interessante realtà espositiva dedicata al celebre artista e scultore Augusto Murer (Falcade, 1922 – Padova, 1985).

Nato a Falcade, il giovane scultore ha iniziato la sua carriera artistica grazie alla frequentazione di Arturo Martini a Venezia, proseguendo comunque la sua attività anche nelle Dolomiti. La sua fama ha valicato le vette dolomitiche tant’è che le sue opere sono state esposte anche in alcuni musei dalla rinomata valenza artistica: a Palazzo Diamanti a Ferrara, al Museo dell’Ermitage a San Pietroburgo e al Palazzo del Senato a Milano.

Il percorso museale ha inizio nel giardino, dove sono dislocate una trentina di opere in bronzo realizzate da Murer a partire dagli anni ’50, per proseguire poi all’interno della struttura dove trovano collocazione, su due piani, più di cento sculture lignee e bronzee nonché monumenti, opere sacre, disegni, quadri ad olio e opere grafiche. Una rassegna artistica che permette al visitatore di ripercorrere la vita dello scultore bellunese, che pur avendo trascorso parte della sua vita lontano da Falcade è sempre stato profondamente legato al territorio dolomitico.

Il Museo Augusto Murer, realizzato dopo la morte dell’artista nel 1985, prende il posto dello studio disegnato dall’architetto Giuseppe Davanzo nel 1972 e all’interno della struttura museale è possibile visitare anche mostre temporanee tematiche e di artisti contemporanei.

Gli Sport

Ad attrarre ospiti provenienti da tutto il mondo, già dall’Ottocento e in un flusso continuo fino ai giorni nostri, la possibilità di passeggiate ed escursioni in estate e la pratica di sport sulla neve in inverno, ma anche i giganti di roccia delle Dolomiti che dominano l’abitato e che hanno affascinato e messo alla prova generazioni di alpinisti nel corso dei decenni. Di particolare rilevanza storica il percorso escursionistico “Via H. W. Tilman” sui sentieri segnati dai partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Paesaggi incontaminati si possono ammirare lungo i percorsi dell’Alta Via n. 2 delle Leggende, da Bressanone a Feltre, e dell’Alta Via n. 2 “Europa”, lungo il circuito Innsbruck-Bressanone-Feltre.

Oggi Falcade è uno dei punti di accesso, assieme a Passo San Pellegrino e Lusia, del comprensorio sciistico Trevalli inserito nel carosello Dolomiti Superski, una skiarea molto apprezzata sia dagli sciatori esperti per il livello di alcuni tracciati, sia dalle famiglie e dai principianti per la presenza anche di piste di non elevata difficoltà, impreziosite da panorami suggestivi e da una buona esposizione al sole. Anche gli appassionati di sci nordico trovano a Falcade un punto di riferimento, grazie ad un ampio e attrezzato centro-fondo, dotato di impianto di illuminazione artificiale per la pratica in notturna, presso la Piana.

È questo un ampio spazio erboso, in estate molto frequentato per le passeggiate e per trascorrere qualche ora in relax. La Piana è attrezzata con giochi per i più piccoli; vi si trova inoltre una pista per il pattinaggio su ghiaccio in inverno, che in estate viene utilizzata per il beach-volley.

– Alta Via n°2 delle Leggende
L’Alta Via delle Dolomiti n. 2 si snoda lungo un percorso di circa 180 km, costituito da 13 tappe, che collega Bressanone (BZ) a Feltre (BL).

L’intero percorso si svolge in tre provincie – Bolzano, Trento e Belluno – attraverso 8 gruppi dolomitici e 30 fra passi e forcelle. L’itinerario si mantiene in media fra quota 2000 e 3000 metri, rasentando una serie di grandi cime oltre i 3000 metri e alcuni piccoli ma spettacolari laghi.

L’Alta Via delle Dolomiti n. 2 è conosciuta come “La Via delle leggende”, poichè percorre i luoghi resi famosi da antiche favole: dalle rupi fantastiche delle Odle, mitico regno dei personaggi delle saghe ladine, alle remote ed alte conche glaciali delle Vette Feltrine, che la fantasia popolare ha popolato nei secoli di diavoli, streghe ed orchi.

Frazioni

  • Le Fratte,
  • Costa,
  • Ganz,
  • Somòr,
  • Falcade Alto,
  • Molino,
  • Villotta,
  • Valt,
  • Sappade,
  • Tabiadòn di Val,
  • Marmolada,
  • Càviola.

– Nuclei abitati:

  • Le Coste,
  • Cànes,
  • Càverson,
  • Zingàri Bassi,
  • Valfreda,
  • Càyada,
  • Ronch

Persone legate a Falcade

Se vuoi scoprire le persone legate a Falcade, allora trovi qui un elenco.

Giovanni Marchiori, scultore
Pietro Follador, sacerdote e poeta
Ferruccio Serafini, aviatore
Augusto Murer, scultore e pittore
Dante Moro, scultore e pittore
Franco Murer, scultore e pittore
Magda Genuin e Fulvio Scola, fondisti della nazionale italiana
Gioacchino Busin, fondista della nazionale italiana e del gruppo sportivo fiamme oro e primo olimpionico della Valle del Biois (Cortina 1956, specialità 50 km)

 

Fonti: Infodolomiti e wikipedia