LA VALLE AGORDINA

LA VALLE AGORDINA

Benvenuto a “La Valle Agordina”!

La Valle Agordina (La Val in ladino). Fa parte dell’unione montana Agordina. Si trova nella valle formata dai torrenti Missiaga e Bordina, escluse le frazioni La Muda e Le Campe, che si trovano nella valle del Cordevole. I suoi confini sono segnati dal torrente Cordevole a ovest e a sud, dal monte Talvena a est (la zona del Talvena e della Val Clusa fa anche parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi), dalla Catena di S. Sebastiano a nord-est, dai Colli di Lantrago e dalla Moiazza a nord, dalla frazione di Crostolin a ovest.

La Valle Agordina è un grazioso paese situato nella Conca Agordina sotto l’imponente mole del gruppo della Moiazza–Civetta, del San Sebastiano – Tamer – Moschesin e del Monte Celo.

OROGRAFIA

La Valle è circondata da montagne: a sud si innalza il monte Zelo (o Celo, 2083 m), ai piedi del quale scorre il torrente Bordina; verso est si trova il monte Talvena (2542 m), oltre la Val Clusa, oltre al quale si trova il comune di Longarone; a nord-est troviamo la Catena di San Sebastiano, oltre alla quale troviamo il comune di Forno di Zoldo, le cui punte maggiori sono il Tamer (2550 m), il Castello di Moschesin (2499 m), Cima Nord di San Sebastiano (2488 m). A nord, oltre il passo Duran, troviamo la Moiazza, che si trova nel comune di La Valle limitatamente al ramo del Sass del Duram

Altri rilievi minori sono poi da notare: i colli di Lantrago e Cugnago, a nord-ovest del paese, e sopra di essi il Col Menadar (1730 m); i colli di Matten, che risalgono fino al Col Pan d’Ors (1729 m), appena sotto il catello del Moschesin; la cresta di Valaràz, le cui cime maggiori sono Scalabràas (1865 m), Pale del Fien (1846 m) e Valaràz (1883), che parte dal castello del Moschesin e passa sopra la Val Clusa fino sopra forcella Folega e forcella Póngol.

Per il resto il comune è composto di valli, per lo più non molto profonde (si veda anche la sezione idrografia), e lande pianeggianti o lievemente inclinate, come quella su cui giace il paese.

– Monti visibili dal paese

Dal paese di la Valle è possibile vedere i seguenti monti che si trovano fuori dal comune: oltre la valle del Missiaga, in quella del t. Rova, a nord, la Moiazza, del gruppo del Civetta, le cui cime principali sono la cima Sud (2878 m) e quella Nord (2865 m); a nord-nord-ovest si vede il m. Framont (2294 m), che si trova nel comune di Agordo.; a ovest-nord-ovest vediamo, nel comune di Taibon, le Pale di San Lucano, con la loro cima nel Monte San Lucano (2409 m); verso ovest si vede la catena dell’Agner, comune di Voltago e Taibon, la cui cima più alta è il Monte Agner (2872); a sud-est si intravvedono, da lontano, i Monti del Sole-Feruch con, a sud-sud-est, il Piz di Mezzodì (2240 m). A sud il monte Celo, e verso est il Monte Talvena e la magnifica catena del San Sebastiano con in sequenza il monte Castello, il Tamer ed il San Sebastiano, sono invece parte del comprensorio del comune.

IDROGRAFIA

Il comune è ricco di corsi d’acqua di medie e piccole dimensioni; i più importanti sono il torrente Missiaga, il torrente Bordina, una parte del torrente Rova e il torrente Val Clusa. Il torrente Missiaga nasce sul Castello di Moschesin e attraversa il cuore del paese, costeggia, più in basso, il Col di Foglia per poi gettarsi nel Cordevole. Il t. Bordina nasce vicino allo Spiz di Moschesin; la sua valle si fonde a quella del Missiaga dopo la frazione di Conaggia; il torrente scorre ai piedi del monte Zelo e oltre ad esso ci sono solamente le frazioni di Cancellade e Noàch. Si getta nel Cordevole poco più a sud del Missiaga. Il torrente Rova nasce vicino alla Cima Nord di San Sebastiano. Solo il suo corso iniziale si trova nel comune di La Valle: il resto si trova nel comune di Agordo, dove si getta nel Cordevole. Il torrente Val Clusa nasce in fondo all’omonima valle, situata tra il monte Talvéna e la cresta del Valaràz. Il torrente non attraversa quindi la conca ove è situato il paese. Si getta nel Cordevole poco più a est della frazione La Muda.

STORIA

Nel XII secolo nella frazione di Conaggia si trovava un castello detto Castel Canaola (forse in riferimento a un certo Ronzone o Rozone Canavula) appartenente alla famiglia dei Della Valle. Del castello non rimane nulla, tuttavia scavi di epoca recente hanno portato alla luce diversi reperti.

Nell’aprile 1701 una disastrosa alluvione nota come la Boa colpì il paese: ci furono circa cinquanta morti, oltre alla distruzione dell’antica chiesa che si trovava al posto dell’odierno cimitero. Dopo la Boa, la chiesa fu ricostruita (vedi sezione Luoghi di culto).

Altre alluvioni si sono avute nel corso degli ultimi tre secoli, tra le quali: quella derivata da una frana (ancor oggi visibile) sotto il Col Pan d’Ors; quella dell’autunno 1966, che seguì a giorni di intensa pioggia, che danneggiò anche Agordo e molti altri paesi dell’Agordino.

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell’Agordino come zona a minoranza linguistica Ladino-Veneto.

EDILIZIA RURALE

Nel comune di La Valle ci sono molte malghe e baite. Le più importanti sono: Malga Foca, nella valle del Bordina; Baita Folega, nell’omonima forcella A nord del m. Zelo; Casera Moschesin, tra la valle del Bordina e del Missiaga; Casera Rova, nella valle del Missiaga; rifugio Carestiato e Malga Duran nella valle Del Rova; malga Caleda e rifugio del C.A.I. al passo Duran.

LUOGHI DI CULTO

A La Valle Agordina si trovano diversi luoghi di culto. Buona lettura!

La chiesa parrocchiale, intitolata a San Michele Arcangelo, fu costruita all’inizio del Settecento, dopo un’alluvione nota come “La Boa” che distrusse l’altra chiesa.

L’interno, recentemente restaurato, conta numerose decorazioni, tra cui diversi affreschi. Nella volta dell’abside si trovano gli affreschi dei quattro evangelisti con i loro simboli: San Matteo con l’angelo, San Marco con il leone, San Luca con il bue e San Giovanni con l’aquila; dietro di essi, sopra il tabernacolo c’è l’immagine di Dio sul trono in campo azzurro, ai lati del quale ci sono due persone, presumibilmente San Pietro e San Michele, con sfondo rispettivamente Piazza San Pietro e la vallata di La Valle.

Alle pareti dell’abside vi sono altri quattro affreschi raffiguranti l’annunciazione del concepimento di Gesù, la Natività, la predicazione di Gesù alle folle e l’Ultima Cena. Fuori dell’abside vi sono due quadri ognuno a un lato della chiesa raffiguranti Antonio Maria Gianelli e la Vergine Maria. Vicino a questi, ci sono due affreschi, uno per parte, raffiguranti due angeli. Sopra la porta laterale destra vi è un affresco raffigurante Santa Barbara.

Sopra la porta laterale sinistra si trova il baldacchino in legno scuro. Sopra l’entrata principale c’è l’organo, molto grande. Lungo le pareti ci sono le raffigurazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis. A lato della Chiesa, attaccato ad essa, sulla piazza, c’è un campanile.

Le campane, in tutto cinque, sono messe su due piani, ognuno dei quali ha due archi per lato. Le campane più grandi sono poste sotto, all’interno; le due un po’ più piccole sono poste sopra e all’interno; la più piccola è invece sull’arco di sopra sulla faccia che dà sul davanti della chiesa, a lato della piazza.

Nella frazione di La Muda c’è una piccola chiesetta dedicata a San Martino: è semplice, con tetto grigio sul quale vi è un piccolissimo campanile con una campana al centro.

Sul passo Duràn vi è una chiesetta dedicata agli alpini.

FESTE

Vuoi scoprire quali feste si celebrano a La valle Agordina? Eccole qui elencate:

A La Valle vi sono durante l’anno diverse manifestazioni.

La sagra di paese viene festeggiata il 5 agosto, in onore della Madona de la Neif (Madonna della Neve).

La seconda domenica di agosto si svolge, sul passo Duràn, la festa degli alpini, mentre il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco (San Ròc) a forcella Folega.

Il santo patrono di La Valle è San Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre.

GLI SPORT

Il Passo Duran, teatro di numerose tappe montane del Giro d’Italia, collega La Valle Agordina al Comune di Val di Zoldo ed offre uno spettacolare panorama alpino che è piuttosto frequentato d’estate da tutti i tipi di escursionisti e rocciatori e d’inverno dagli appassionati di scialpinismo e cisapole. La Valle Agordina gode di una certa fama nel settore dell’arrampicata sportiva per la Falesia di Pian de Caleda, meta di rocciatori da tutta Europa.

IL MUSEO

Il Comune di La Valle Agordina ospita inoltre un interessante Museo Etnografico dedicato alla storia dell’architettura locale e del paesaggio, nonché una sezione dedicata interamente al Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi; il Museo Etnografico di La Valle Agordina si trova all’interno del Municipio del Comune in Via Roma.

L’EDIFICAZIONE DELLA CASERMETTA DI FORCELLA MOSCHESIN

Risale alla fine dell’800 l’edificazione della Casermetta di Forcella Moschesin; si tratta di una postazione militare fortificata e costruita nell’ottica delle tensioni fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico per evitare che, in caso d’invasione da nord, il nemico riuscisse ad aggirare le postazioni permanenti del Cordevole, del Maè e del Boite.

NIVES : Per l’edificazione di questa postazione, nel 1912 fu completata la realizzazione della postazione, raggiungibile da La Valle Agordina e da Forno di Zoldo, in Val di Zoldo tramite una mulattiera. I ruderi del fortino sono ancora oggi visibili e raggiungibili con un’interessante escursione (di circa 4 ore, quindi adatta agli escursionisti allenati) dalla frazione di Conaggia (La Valle Agordina) sul sentiero CAI 542, o in circa 2 ore da Pian de Caleda sul Passo Duran.

Dal Forte del Moschesin parte l’itinerario tematico del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi “La Montagna Dimenticata“.

In tempi recenti da segnalare l’attività della Pro Loco La Valle Agordina che sta cercando di portare le tradizioni locali al di là dei confini comunali in un pregevole sforzo finalizzato all’incremento dei visitatori del Comune, proponendo belle iniziative come El Om Selvarech e la Sagra della Madonna de la Neif.

La Valle Agordina dispone di una bella area picnic pubblica collocata lungo la strada del Passo Duran ed inserita nel contesto del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

 

Fonti: Agordino Dolomiti, Infodolomiti e wikipedia