ospitale di cadore

OSPITALE DI CADORE

Ospitale di Cadore (Ospedàl in ladino)

Il toponimo si riferisce all’antico ospizio (la cui sede sussiste tuttora) volto ad ospitare i numerosi viandanti che percorrevano la valle del Piave.

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

Se vuoi scoprire quali sono i monumenti e i luoghi d’interesse legati ad Ospitale di Cadore, allora continua a leggere.

In comune di Ospitale di Cadore, su una spalla glaciale a circa m 700 s.l.m., non lontano dall’abitato di Davestra, è testimoniata l’esistenza di un villaggio metallurgico altomedievale, il sito di Paluc. Le campagne di scavo promosse e finanziate dal Comune e condotte nel 1995 dalla cooperativa “Petra”, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologica per il Veneto, hanno portato alla luce una notevole quantità di scorie di lavorazione del ferro, mentre non sono state rinvenute tracce di minerale primario o pezzi di prodotto semilavorato. Dagli scavi sono inoltre emerse sia strutture abitative in pietra, con muri a secco, che edifici a pianta quadrata identificabili come” officine” e più in particolare come forni del tipo “a basso fuoco” per la riduzione del minerale ferroso.

Il ritrovamento di ceramica pettinata ha consentito di datare il sito al 1000-1100 circa d.C. La grande quantità di scorie e il loro aspetto scarsamente metallico, quindi molto ricco in minerali silicatici rispetto a scorie di epoca più antica, dimostra come Paluch dovesse essere, intorno al 1000, uno dei centri più importanti per la produzione del ferro di tutta l’area cadorina. Resta però ancora dibattuta e incerta la questione relativa alla provenienza del minerale trattato. Il sito attende comunque di essere ulteriormente scavato e più approfonditamente indagato; nel frattempo, le scorie di fusione del ferro e la ceramica rinvenuta vengono conservati presso la scuola elementare di Ospitale di Cadore, ove possono costituire oggetto di visita.

– Tracciato di strada romana

Sono visibili ancora oggi alcune testimonianze della antica via romana che percorreva il Canale del Piave poco a nord dell’abitato di Ospitale, sulla sinistra del primo tornante della strada che sale in Val Bona, a quota 600 m ca. Come per il tratto di strada romana presso Castellavazzo, anche qui si possono vedere i solchi lasciati dal passaggio dei carri.

– Ospizio

A Ospitale, nella parte alta del paese, si trova uno degli edifici più antichi e prestigiosi dislocati lungo il Canale del Piave, sede, un tempo, destinata ad accogliere i pellegrini e i viandanti che percorrevano la valle e trovavano qui un valido ospizio. Oggi l’edificio conserva ancora la decorazione di una bifora in stile gotico, la cui presenza è documentata fin dal sec. XlV.

FRAZIONI

– Termine

L’abitato si estende sulla destra orografica del fiume Piave, a quota 471 m, ai limiti meridionali del territorio cadorino. Nel XII secolo qui venne edificato il fortilizio di Termine, in contrapposizione al presidio ubicato presso la Gardona. I resti di tale struttura furono in seguito conglobati negli edifici dell’abitato, che si andò formando attorno all’avamposto difensivo a partire dalla seconda metà del XV secolo. Tali edifici, caratterizzati da un armonioso disegno di facciata nobilitato dalla presenza di elementi decorativi in pietra, documentano la competenza delle maestranze locali nella lavorazione del materiale proveniente dalle vicine cave di Castellavazzo.