PONTE NELLE ALPI

PONTE NELLE ALPI

Ponte Nelle Alpi

Ponte nelle Alpi (Pont in veneto). Si tratta di un comune sparso in quanto sede comunale è la frazione Cadola.

GEOGRAFIA

Il territorio comunale si estende su entrambe le rive del Piave con un saliscendi di altitudini comprese tra i 378 e i 2.133 m s.l.m..

Si possono distinguere tre zone:

Destra Piave:
Ponte nelle Alpi, Polpet, Pian di Vedoia;

Sinistra Piave o Coi de Pera:
Lastreghe, Canevoi, Cadola (sede comunale), Piaia, Cugnan, Col di Cugnan, Losego, Roncan, Quantin, Cornolade, Lizzona, Vich, La Secca;

Oltrerai.

STORIA

– Dalle origini all’epoca romana

Le testimonianze più antiche lasciate dalla civiltà risalgono all’età della pietra e sono state individuate in diverse località del territorio: Coi de Pera, Sass de Pescamon, Losego.

Ma risalgono all’epoca romana i segni inequivocabili di una presenza stabile e diffusa: sono emersi resti di accampamenti, residenze, sepolture e strade, oltre che monili, monete e utensili. I ritrovamenti si sono concentrati attorno a Losego e a Polpet.

– Il medioevo

Sin dal primo medioevo la zona assunse importanza strategica e vennero costruite tre fortificazioni a difesa delle tre vallate che vi confluiscono.

Il castello di San Giorgio, presso Soccher, fu fondato nel VI secolo e fu possesso dei Caminesi, feudatari e poi avogari, cioè amministratori dei beni diocesani, dei vescovi di Belluno. La Casamatta, sulle rive del lago di Santa Croce, difendeva la pieve di Frusseda (la principale istituzione locale, sia civile che religiosa) volgendosi verso la sella di Fadalto e quindi alla Val Lapisina. La terza fortificazione era il Castellet, a nord di Polpet, forse costruito sui resti di un monastero cistercense.

In quest’epoca assume particolare rilievo il ponte di collegamento sul Piave da cui il paese trae il nome. Citato sin dal 1181, nel 1412 fu distrutto dai Veneziani per bloccare il passo agli Ungari invasori. Ricostruito nel 1415, fu incendiato nel 1484 e, nei successivi due secoli, viene distrutto e ricostruito per ben cinque volte.

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria del Rosario

L’attuale chiesa, sita a Cadola, è del 1862 e fu progettata da Giuseppe Segusini. Precedentemente esisteva un altro edificio sacro eretto intorno al 1570 sui resti di una costruzione anteriore all’anno mille. Conserva opere di grande valore artistico come le tele di Cesare Vecellio e Francesco Frigimelica il vecchio.

Chiesa di Sant’Andrea in Monte

Questa piccola chiesa risale al XII secolo, eretta su un pianoro del monte Frusseda (741 m s.l.m.), nei pressi dei resti dell’antico Castellet. La chiesa conserva un bel ciclo di affreschi rovinato in epoca recente da vandali.

Chiesa di Santa Caterina

A Ponte delle Alpi, è un edificio duecentesco posto su un costone a strapiombo sul Piave, nei pressi dello storico ponte. Conserva notevoli affreschi e opere lignee.

Architetture civili

Villa Pagani-Cesa

Villa Pagani-Cesa ora Orzes, della seconda metà del XVII secolo, sorge nella località di Fontanella, nell’Oltrerai. Costruita dalla nobile famiglia Cesa, vi risiedeva il giovane Mauro Cappellari della Colomba, futuro papa Gregorio XVI.

Si tratta di una villa veneta, di gusto molto più rustico rispetto alle altre della Valbelluna. All’interno è custodita una testiera da letto del Settecento in legno dipinto, con lo stemma dei Cappellari. Nei pressi della villa c’era una cappella, oggi scomparsa.

Castello Bortoluzzi ora Residenza Castello

  • Nome dell’opera/manufatto: Castello Bortoluzzi ora Residenza Castello
  • Tipo edilizio: Edificio residenziale,
  • Localizzazione: Ponte Nelle Alpi – Rione Santa Caterina, Viale Roma, BL, Italia.
  • Anno di realizzazione: 1905.
  • Progettista: Architetto Domenico Rupolo e costruito per la lussuosa catena alberghiera
  • CIGA (oggi conosciuta come The Luxury Collection – Starwood Hotels and Resorts)  a cavallo tra l’Otto e il Novecento. Proprietaria, fra gli altri, degli storici Hotel Danieli di Venezia ed Excelsior del Lido.
  • Committenza: Privata, la catena alberghiera Ciga
  • Destinazione originaria: Probabilmente un complesso alberghiero, trasformato subito – una volta ultimati in lavori – in abitazione unifamiliare.
  • Destinazione attuale: Edificio residenziale (appartamenti)

La struttura presenta una pianta di grandi dimensioni, di circa 2500mq, è circondata da un parco di 5000 mq che si estende fino al letto del fiume. Si sviluppa su quattro piani; le parti a torre hanno anche un sottotetto finestrato. È organizzato in 19 appartamenti di diversa metratura. Tecnica Muraria: Probabilmente in muratura, con incorniciatura delle aperture in laterizio. Solai: In orditura lignea. Coperture: Il corpo più aggettante con torrette laterali fa intravedere dalla cornice merlata una copertura a due falde con manto in laterizio. I corpi a torre retrostanti presentano copertura a padiglione con manto anch’essi in laterizio, eccezion fatta per la torre a nord-ovest che ha un rivestimento in lamiera.

  • Pavimenti: Pavimento veneziano e parquet (prima dell’intervento).
  • Decorazioni: La decorazione più rilevante è la cornice in laterizio ad “archetti” apposta al di sotto della merlatura del corpo più aggettante e della torre di dimensioni più significative (nord-ovest). Sono apposti alcuni stemmi di famiglia tra un ordine e l’altro delle aperture.
  • Stato attuale: Il complesso è stato recentemente ristrutturato.
  • Restauri e compromissioni significative: Da abitazione privata, l’edificio è stato ora organizzato in eleganti appartamenti.

L’edificio, nonostante le sue particolari fattezze che richiamano epoche lontane, risulta essere stato costruito agli inizi del XX sec. Fu realizzato nel 1905 per conto della Ciga, una importante catena alberghiera, ma non appena i lavori furono terminati venne subito messo in vendita e acquistato dal nobile veneziano Bortoluzzi (di probabili origini dell’Alpago) che ne fece la sua residenza estiva. Fu abitato fino a qualche tempo fa dalle sue figlie, ormai divenute anziane.

Pochi anni fa è stato acquistato da una società immobiliare; l’edificio verteva in un completo stato di abbandono e necessitava di un intervento di recupero. Dopo i lavori, recentemente conclusesi, la struttura è organizzata in 19 appartamenti e ora è denominata “Residenza Castello”.

L’edificio è costituito da più corpi di forme diverse. Il più prospiciente all’acqua presenta torri merlate (che si sviluppano su 4 livelli), con torrette angolari a pianta circolare. Più a nord due corpi a torre svettano per cinque piani (includendo un sottotetto finestrato). L’intero complesso è realizzato in pietra a vista e le aperture presentano cornici realizzate in laterizio. Le aperture hanno forme variegate e pare non seguano un rigido schema: si alternano bifore e trifore sulla torre a nord-ovest; nel corpo più aggettante notiamo bifore, trifore e sui bastioni angolari anche monofore a sesto acuto.

Gli accessi al piano terra avvengono attraverso portali ad archi a tutto sesto. Il giardino nella parte a ovest accoglie una sorta di allestimento di “rovine” con colonne, archi a tutto sesto e trifore ed è circondato da un muro merlato.

Il castello è costruito su una posizione particolare sul ciglio della gola del Piave, accanto al Ponte in località Santa Caterina, da cui è ben visibile. Come sfondo ha le Dolomiti. È attorniato da un giardino dalle grandi dimensioni, delimitato da un muro merlato. Da qui parte una scalinata che arriva fino al fiume.

Dal ponte, ritornando sulla rotatoria, e proseguendo per la statale S1, nei pressi di Levego (sempre in comune di Ponte Nelle Alpi) si ricorda il complesso termale della Vena d’Oro , il beneficio delle sue acque erano noti fin dal 1400 (una delle sorgenti del posto era usata dai frati Spedalieri). Merita una nota il ponte sul Piave, una costruzione dalle origini molto antiche. Il primo documento in cui viene menzionato risale addirittura al 1181. Nel tempo subì parecchie demolizioni, ma fu sempre ricostruito: l’ultimo crollo si ebbe nel 1917, con la ritirata di Caporetto. Il ponte attuale fu ricostruito nel 1921.

Procedendo da Belluno verso Ponte Nelle Alpi, lungo la SP 1, si giunge a una rotatoria in località Santa Caterina, il castello è già da qui visibile. Si imbocca il ponte a sinistra (Viale Roma) e subito al suo termine, c’è una stradina in ciottoli bianchi che conduce al portale ad arco di ingresso (chiuso da cancello).

L’edificio è adibito ad appartamenti ed è privato.

QUALITÀ DELLA VITA E RICONOSCIMENTI

Comune Riciclone 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015: un importante riconoscimento di Legambiente che premia Ponte nelle Alpi come primo comune d’Italia per la raccolta differenziata dei rifiuti.

PERSONE LEGATE A PONTE NELLE ALPI

Papa Gregorio XVI (Belluno, 18 settembre 1765 – Roma, 1º giugno 1846): soggiornava spesso nella villa di famiglia nei pressi di Ponte nelle Alpi

Silvestro Boito (Polpet, 1802 – 1856): miniaturista e pittore, padre dei più celebri Camillo e Arrigo Boito.

Don Giacomo Viezzer (Peron di Sedico, 27 ottobre 1908 – Belluno, 16 aprile 1997): parroco di Cadola dal 1941 al 1978, attivo antifascista e fondatore del CLN Belluno.

FRAZIONI

Nel vasto territorio comunale si distribuiscono ventuno frazioni.

Arsiè, Casan, Paiane, Reveane e Soccher

Sono localizzate su una terrazza ai piedi del monte Dolada e alla sinistra del Piave, oltre, appunto, il fiume Rai. L’area è limitrofa all’Alpago ed è direttamente collegata a Pieve mediante la SP 4 “della Val Cantuna”.
Ponte nelle Alpi – È la frazione che dà il nome al comune (ma non è sede dello stesso), ubicata su un pianoro presso la riva destra del Piave.

Polpet

Adagiata su un pianoro alla destra del Piave, è il centro più importante dal punto di vista demografico. Vi sorgono la stazione ferroviaria e una delle quattro parrocchiali del comune (Santa Maria Nascente).
Pian di Vedoia – Si trova all’estremità settentrionale del territorio comunale, di fronte a Soverzene. È nota in quanto vi termina l’Autostrada A27 proveniente da Mestre.

Lastreghe

Frazione di sinistra Piave posta di fronte a Ponte nelle Alpi e a breve distanza dal confine con Belluno.

Canevoi

Borgata a ponente di Cadola, con la quale è in continuità.

Cadola

Si trova alla confluenza del Rai nel Piave ed è sede comunale. È sede del comune, nonché della parrocchia di Santa Maria del Rosario.

Piaia

Poco più a sud di Canevoi, è il primo paese posto lungo la SP 31 “del Nevegal”.

Vich

Si raggiunge da una deviazione della provinciale del Nevegal, su un’area di mezzacosta rivolta all’Alpago.

Lizzona, La Secca, Cornolade

I primi due sorgono sul fondo della valle del Rai, lungo la SS 51, il terzo è in posizione più elevata, affacciato al Lago di Santa Croce. Tra Lizzona e La Secca si trova la stazione per l’Alpago.

Cugnan, Col di Cugnan, Roncan

Tre paesi disposti lungo la strada per il Nevegàl. A Col di Cugnan si trova la chiesa parrocchiale di San Giuseppe.

Losego

Grosso agglomerato al confine con Belluno, raggiungibile da Col di Cugnan.

Quantin

È uno degli abitati più elevati del comune (763 m s.l.m.), a breve distanza dal Nevegal. Vi si trova la parrocchiale dei Santi Angeli.