PUOS D’ALPAGO

Puos d’Alpago (Pos in veneto). Il 23 febbraio 2016 si è fuso con Farra d’Alpago e Pieve d’Alpago per formare il nuovo comune di Alpago.

Il toponimo dialettale è Pos che significa anche “pozzo”: potrebbe essere un riferimento alla zona più bassa della conca dell’Alpago.

TERRITORIO

Il centro di Puos è situato parte in piano e parte in collina: prima della propria soppressione, Puos era l’unico comune della provincia che per legge era definito come parzialmente montano, a differenza degli altri 68 che erano interamente montani.

L’omonimo capoluogo, che si trova a 419 metri s.l.m. è situato geograficamente al centro della verdeggiante conca dell’Alpago, ed è collocato tra la sponda destra del torrente Tesa da una parte, e la collina di S.Pietro dall’altra.

STORIA

Puos d’Alpago si estende alle pendici del versante meridionale della conca dell’Alpago e la sua storia è documentata per il periodo romano con il ritrovamento di monete e dai toponimi di alcuni centri; le invasioni barbariche, che hanno interessato il territorio comunale e le scarse tracce del castello di Sitran lasciano supporre la presenza longobarda. Le continue inondazioni dei torrenti Valda e Tesa, che rendevano il territorio malsano e paludoso, non hanno permesso alcun tipo di sviluppo economico e urbanistico di Puos almeno fino al XIII secolo. Il territorio era organizzato in Regole, ognuna con il proprio Statuto. Le Regole erano 3: Sitran, Valzella e Puos, dalla quale si staccò nel 1732 quella di Cornei. Sotto la Serenissima le Regole godevano collettivamente dei beni comunali.

Si trattava di terreni la cui proprietà rimaneva della Repubblica Veneta, mentre l’usufrutto era delle comunità rurali. Venivano concessi benefici a nobili o a persone che si erano distinte per i servigi o per la fedeltà all’autorità costituita; per questo i beni venivano chiamati feudali; un cenno meritano il Feudo dei Pluro e quello dei Vimena e le distese proprietà di nobili Gera. Nel corso del XVI secolo Puos divenne un importante centro economico, grazie soprattutto ai numerosi opifici a forza idraulica presenti nel territorio.

Nel 1873 il paese è stato colpito da una forte scossa di terremoto che ha portato morte e distruzione. Tale evento sismico, non ultimo di una serie di eventi calamitosi, ha sconvolto il paese e i suoi abitanti. Secondo le testimonianze allora rilevate, la gente impaurita si era precipitata nelle strade e si era trovata davanti uno spettacolo desolante: era crollata la chiesa, cadute la torre campanaria, la casa municipale e la scuola, c’erano molti feriti e alcuni morti.

I centri di Bastia e Puos, nel corso del 1800, hanno beneficiato della loro posizione prossima al lago di Santa Croce e sono stati sede di importanti attività produttive e di servizio come le Pubbliche Seghe, l’Ispettorato del Bosco del Cansiglio, Fiere e Mostre di notevole rilevanza; questa tendenza è stata consolidata in seguito fino a far diventare Puos il centro effettivo del comprensorio dell’Alpago.

PERSONE LEGATE A PUOS D’ALPAGO

Ogni luogo ha le sue persone di riferimento. Queste sono quelle di Puos d’Alpago.

Gianpaolo Bottacin (Feltre, 1969), politico; è stato consigliere comunale a Puos.

Rodolfo Sonego (Belluno, 1921 – Roma, 2000), sceneggiatore; trascorse l’infanzia a Puos.

Antonio Sandi (Puos d’Alpago, 1733 – Puos d’Alpago, 1817), incisore.

FRAZIONI

Il comune era composto da sei frazioni: il capoluogo Puos, Cornei, Bastia, Sitran, Valzella e Sommacosta, anche se quest’ultima è collegata in maniera migliore al comune di Tambre.

Puos era l’unico comune dell’Alpago a confinare contemporaneamente con gli altri quattro appartenenti alla conca, e con quello di Ponte nelle Alpi nei pressi della stazione sopra citata.

La sede del municipio, situata in Piazza Papa Luciani, era anche sede della comunità montana dell’Alpago.