San Pietro di Cadore (San Pieru in ladino).

GEOGRAFIA

Il paese di San Pietro di Cadore si colloca a 1038 m s.l.m. nel Comelico Inferiore. Giuridicamente unita al capoluogo è la borgata Mare, situata lungo la strada statale 355 di Val Degano in vicinanza del Piave a 979 m s.l.m.

Il comune è composto da tre altre frazioni:

Presenaio (Par[d]nèi): sorge anch’essa lungo la SR 355. Il nome deriva dal latino pratum Ienuarii e si lega forse al restringimento della valle del Piave dove si colloca la frazione (ianua = porta).

Valle (Val), anche detta Valle di San Pietro per non confonderla con Valle di Cadore.

Costalta (Costàuta): sorge a 1303 m s.l.m. ed è la frazione più alta del comune di San Pietro di Cadore.

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Pino Bertorelli

STORIA

In passato il paese veniva chiamato Oltrerino (Otarìn nella parlata locale): infatti il suo confine con il comune di Santo Stefano era segnato dal torrente Rin (parola comelicana di origine celtica che significa “torrentello”). La denominazione del comune fu quindi San Pietro fino al 1868; dal 1868 al 1957 fu San Pietro Cadore.

Nel 1869 la frazione di Valle fu distrutta da un incendio.

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

– Palazzo Poli De Pol

È oggi la sede ufficiale del comune di San Pietro di Cadore, con gli uffici, la biblioteca e l’archivio comunale. Questo palazzo, considerato una delle più belle ville del Cadore, venne commissionato nel 1665 dalla famiglia Poli, potente schiatta di notai che esercitava il commercio del legame. Il capitale imponente, accumulato con queste attività, permise loro di comprare l’ingresso nella nobiltà veneta versando nel 1663 alla Serenissima oltre 100.000 ducati.

Poco dopo cominciò la costruzione del palazzo, che rimanda a caratteristiche tipiche delle ville venete: esso rappresenta il più riuscito trapianto in Cadore dell’architettura gentilizia di pianura. La facciata dell’edificio è attribuita a Baldassarre Longhena.

Un bel ciclo di affreschi, legati a Girolamo Pellegrini, è presente in tre sale al piano nobile. Raffinato anche il ballatoio ligneo interno. Il palazzo venne ceduto nel 1813 alla famiglia De Pol, che la conservò fino al 1930, allorché il Comune di San Pietro l’acquistò, trasformandola in municipio.

– Palazzo Cesco

L’elegante villa affrescata settecentesca nella borgata di Mare, appartenuta alla famiglia Cesco, è oggi di proprietà privata e non è dunque accessibile al pubblico. Interessante sull’esterno una meridiana ad ore italica, decorata con l’immagine della morte armata di falce.

– Chiesa di S. Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro è parrocchiale dal 1857, dopo il distacco da Santo Stefano: l’edificio è di stile gotico, eretto nel sec. XIII e ampliato nel ‘700. Esso presenta una pala con i Ss. Paolo, Pietro e Simone, attribuita a Marco Vecellio.

– Museo Etnografico Casa Angiul Sai

Situata nella frazione di Costalta in uno dei fabbricati storici più suggestivi, raro esempio di dimora arcaica, questa casa-museo è dedicata all’architettura rurale montana. Sviluppata su tre piani, essa si divide in due parti: l’abitazione e i vani a destinazione rurale. Il museo, oltre a testimoniare il modo tradizionale di vivere della vallata disponendo di appositi itinerari di visita, ospita anche mostre temporanee (scultura, artigianato, fotografia).

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– La miniera di Salafossa

Lungo la SR 355 sul fiume Piave in prossimità della frazione di Presenaio, nella località di Salafossa è stata svolta dal 1959 al 1986 un’attività mineraria, con estrazione di zinco (un quarto della produzione italiana) e piombo. Tra i maggiori giacimenti delle Alpi, la miniera nel suo periodo d’attività ha dato lavoro a circa 250 persone, rappresentando la maggior fonte di reddito per il Comelico Inferiore.

Le sue strutture, esempio di moderna tecnica mineraria, oggi dismesse, si svolgono soprattutto in galleria: la miniera di Salafossa costituisce anzi un notevole esempio di archeologia industriale sotterranea. Le prime testimonianze di sfruttamento della miniera tuttavia riportano molto più indietro, al 1544.

Il sito, in disuso, è visitabile previo contatto dell’Ufficio Turistico a Santo Stefano di Cadore.

– Parrocchiale di Sant’Anna

A Costalta è presente una chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Anna, risalente in origine al Cinquecento e oggetto di rifacimenti nel 1820 e nel 1862.
Nel 1963 è stata eretta a parrocchiale.

CULTURA

– Istruzione

Nella frazione di Presenaio si situa la scuola pubblica che raccoglie in un unico edificio scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. Durante l’anno scolastico 2014/2015 gli alunni hanno organizzato una mostra sulle tradizioni popolari e musicali in Comelico. La mostra, è stata allestita, presso il famoso nonché amato dai sanpietrini, Palazzo Poli de Pol.

– Musica

Gruppo musicale di Costalta: gruppo formatosi nel 1983.

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Lucio Eicher Clere

PERSONE LEGATE A SAN PIETRO DI CADORE

– Maurilio De Zolt, sciatore di fondo
– Silvio Fauner, sciatore di fondo
– Attilio Pradetto Battel (1906-1995), comandante della forestale, medaglia d’oro
– Plinio Pradetto Battel (1903-1993), generale della guardia di finanza.

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

– Strade

Le frazioni di Mare e Presenaio sono attraversate dalla strada statale 355 della Val Degano, che proveniente dalla Carnia, entra in Veneto a Sappada e tocca appunto Presenaio come primo paese del Comelico.

San Pietro di Cadore è attraversato dalla SP 17 di San Pietro ed è possibile raggiungerlo da Presenaio o da Mare.

Costalta invece è attraversata dalla SP 30 Panoramica del Comelico ed è raggiungibile da Costalissoio (anch’essa attraversata dalla SP 30) o dall’incrocio per raggiungere San Pietro di Cadore da Mare.

– Mobilità urbana

Il servizio extraurbano DolomitiBus garantisce il collegamento dei paesi, del comune, con autobus di linea.