valle di cadore

VALLE DI CADORE

Valle di Cadore (Val in ladino).

Da sapere:

  • Il comune si trova nel fondovalle pianeggiante alle pendici dell’Antelao (3.263 m), di fronte al Sasso di Mezzodì.

STORIA

Il comune, di antica origine, sede anche di un castrum romano, era attraversato da una strada chiamata “della Greola” che, salendo da Perarolo di Cadore, proseguiva poi verso nord nella valle del Boite a costituire, almeno dall’XI secolo, l’Antica Strada Regia. Secondo il topografo Alessio De Bon questo tratto era, in epoca romana, parte della via Claudia Augusta Altinate, che proseguiva lungo il centro Cadore fino al passo di Monte Croce di Comelico passando per la val d’Ansiei.

Molti i ritrovamenti di reperti risalenti all’età romana, come una lapide, una moneta raffigurante Druso, vasi, armi e bronzi ora esposti al Museo Archeologico Cadorino.

In località Rusecco, nel 1508, si combatté un’aspra battaglia; i cadorini con i veneziani ne uscirono vincitori sulle truppe di Massimiliano I d’Austria. Ancora oggi è presente il palazzo Costantini Lanza (ora sottoposto a tutela artistica) dove soggiornò Bartolomeo d’Alviano, che guidò le truppe veneziane. Un’altra costruzione dell’epoca presente ancor oggi è la Casa Costantini de’ Leoni.

Altre costruzioni del periodo veneziano sono rintracciabili nella strada che porta alla chiesa di San Martino. Quest’ultima, costruita intorno al XIII secolo, venne restaurata nel 1473 e demolita nel 1509 e sostituita da una nuova costruzione. Stessa sorte le toccò nel 1709 quando un forte terremoto la danneggiò; quella attuale è stata costruita nel 1719 e consacrata nel 1739. Meritano una citazione le tele di Antonio Lazzarini e la pala di Francesco da Milano.

Da citare anche i ritrovamenti di manici di brocca con dediche in lingua venetica alla divinità Loudera.

Testimonianza ne sono i numerosi reperti votivi di origine romana e preromana ritrovati negli anni ’50 grazie agli scavi curati dall’archeologo Enrico De Lotto e oggi conservati nel Museo Archeologico della Magnifica Comunità di Pieve di Cadore.

Percorrendo la suggestiva via Romana, si possono ammirare la borgata di Costa, con i suoi antichi palazzi ricchi di volte, balconi e stemmi, per arrivare alla monumentale chiesa di San Martino.

Per apprezzare le bellezze del paese di Valle di Cadore, è necessario abbandonare la strada statale che lo ha letteralmente diviso in due e addentrarsi nell’abitato, dove palazzetti di impronta veneziana convivono con le caratteristiche architetture tradizionali cadorine ed interessanti testimonianze archeologiche come la “Via Romana” ed i resti di numerose strutture abitative del I-II secolo d.C. A precipizio sulla Valle del Boite, ben visibile da qualunque prospettiva sorge la più spettacolare delle Chiese di Valle: la settecentesca Chiesa di San Martino, edificata sulle antiche rovine di un castello di origine romana.Vecchie cartoline

Luciano Del Favero appassionato di storia locale, colleziona cartoline di Valle, Venas ed altri paesi del Cadore. Questa raccolta comprende cartoline che vanno dall’inizio del 1900 a fine secolo e documenta il mutamento dei luoghi raffigurati.
E’ possibile consultare la collezione al sito internet clicca qui.

FERROVIA

Dal 1921 al 1964 era in funzione la Ferrovia delle Dolomiti a scartamento ridotto e a Valle di Cadore aveva la sua stazione ferrovaria.

VARIAZIONI

La denominazione del comune fino al 1867 era Valle.