Prodotti tipici bellunesi: fagiolo di Lamon IGP, miele DOP e il gelato di Zoldo
C'è una storia che i bellunesi raccontano con orgoglio silenzioso: per due secoli, da questo territorio povero e bellissimo sono partiti artigiani del gusto che hanno conquistato il mondo. I gelatieri della val di Zoldo hanno portato il gelato italiano nelle capitali europee; i coltivatori di Lamon hanno fatto di un fagiolo di montagna un prodotto IGP; gli apicoltori hanno ottenuto la DOP per il miele delle Dolomiti. I prodotti tipici della provincia sono questa storia, oltre che una dispensa.
Conoscerli significa capire il territorio: ogni valle ha il suo, legato a microclimi, pascoli e tradizioni precise. Ecco la mappa per orientarsi tra bancarelle, caseifici e botteghe.
Il gelato della val di Zoldo: un'emigrazione dolce
Dalla fine dell'Ottocento gli uomini di Zoldo, Forno, Val e delle altre borgate della valle partivano in autunno per Vienna, Budapest, Praga e poi per tutta Europa: venditori ambulanti prima, fondatori di gelaterie storiche poi. Il fenomeno, noto come quello dei gelatieri zoldani, è documentato dal Museo del Gelato di Zoppè di Cadore e ancora oggi la valle conta famiglie che producono gelato artigianale in giro per il mondo. Assaggiarlo qui, nella patria di chi lo ha inventato come mestiere, ha un sapore diverso.
Fagiolo di Lamon IGP e miele DOP: le due bandiere
Il Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP nasce sull'altopiano di Lamon, tra i 400 e i 600 metri, in quattro varietà storiche — Spagnolit, Spagnolo, Calonega e Canalino — coltivate su terreni ghiaiosi e raccolte ancora in gran parte a mano. La sua buccia sottile, che si scioglie in cottura senza spaccarsi, lo rende perfetto per la minestra densa della tradizione, la fasoi co l'oca nelle feste d'autunno.
Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP copre invece l'intera provincia: millefiori di alta montagna, acacia, tiglio, rododendro e castagno, prodotti da apicoltori che praticano il nomadismo seguendo le fioriture dai 300 ai 1.500 metri. Il miele di rododendro, raccolto sopra i 1.200 metri, è la specialità più rara e delicata.
| Prodotto | Riconoscimento | Zona |
|---|---|---|
| Fagiolo di Lamon | IGP | Altopiano di Lamon |
| Miele delle Dolomiti Bellunesi | DOP | Tutta la provincia |
| Schiz e formaggi di malga | Tradizione di alpeggio | Val di Zoldo, Alpago, Agordino |
| Gelato artigianale | Tradizione storica | Val di Zoldo, Cadore |
Formaggi d'alpeggio: la stagione della malga
Da giugno a settembre le malghe bellunesi producono i formaggi che non esistono altrove: il latte delle mucche in quota, alimentate su erbe e fiori diversi a ogni altitudine, dà tome e casati che cambiano di sapore a ogni alpeggio. Lo schiz fresco della val di Zoldo, i formaggi della malga in Agordino e nell'Alpago, il burro di panna affiorata: molte malghe vendono direttamente in loco, e comprare lì significa sostenere chi tiene vivi i pascoli.
Dove comprare: mercati e indirizzi utili
Il sabato mattina i mercati di Belluno (Piazza dei Martiri) e Feltre offrono banchi di produttori locali; in estate le sagre di paese — dalla festa del fagiolo a Lamon a fine agosto alle rassegne della polenta — sono l'occasione per assaggiare e acquistare direttamente. In val di Zoldo e a Cortina le latterie e i caseifici di turno vendono formaggi e burro tutto l'anno. Per il miele, gli apicoltori della provincia espongono ai mercatini contadini e nelle fiere dell'artigianato.
Portare a casa un chilo di fagioli di Lamon o un vasetto di miele di rododendro non è folklore: è il modo concreto per continuare il viaggio a tavola e per sostenere un'economia di montagna che, tra gelatieri partiti e tornati, contadini e apicoltori, ha saputo trasformare la fragilità in eccellenza.
