Belluno, cosa vedere: guida alla città tra portici, Duomo e Monte Serva
Circa 35.000 abitanti, un anfiteatro di montagne che le fa da corona e una storia che profuma di Serenissima: Belluno è una delle piccole capitali di provincia più sorprendenti del Nord Italia. Basta arrivare in Piazza dei Martiri in un giorno di vento terso per capirlo: davanti ai portici si apre la Valbelluna, e il profilo del Monte Serva sembra entrare in città.
La posizione è la sua fortuna. La città sorge su uno sperone alla confluenza del torrente Ardo con il Piave, a meno di un'ora d'autobus dai primi sentieri dolomitici. Chi cerca una base per esplorare la provincia trova qui servizi, cultura e una dimensione a misura d'uomo che le località di pura vacanza non hanno.

Il centro storico: portici, porte e palazzi veneziani
Il cuore antico si gira a piedi in un paio d'ore, ma merita tempo. Si parte da Piazza del Duomo, dove la cattedrale di San Martino — ricostruita nel Cinquecento su progetto di Tullio Lombardo — è affiancata dal campanile disegnato da Filippo Juvarra, l'architetto delle residenze sabaude, alto 68 metri. Accanto, Palazzo dei Rettori ricorda i secoli in cui Belluno fu retta da un podestà nominato da Venezia.
Da qui si scende verso via Mezzaterra, la strada più antica della città, fiancheggiata da case porticate che ospitavano le botteghe. Le due porte superstiti, Porta Dojona e Porta Rugo, con la cinquecentesca Torre Civica, segnano gli antichi ingressi: varcarle a piedi, verso il borgo Piave e il ponte sulla Vittoria, è il modo migliore per leggere la struttura medievale dell'abitato.
| Luogo | Perché vederlo | Tempo consigliato |
|---|---|---|
| Piazza del Duomo e campanile Juvarra | Il salotto architettonico della città | 45 minuti |
| Museo Civico | Opere di Sebastiano Ricci e Bartolomeo Montagna | 1,5 ore |
| Piazza dei Martiri e via Mezzaterra | Portici, caffè storici, vita cittadina | 1 ora |
| Porta Rugo e borgo Piave | L'anima medievale di Belluno | 40 minuti |
Il Museo Civico e i pittori bellunesi
Per una città di queste dimensioni, il patrimonio artistico è notevole. Il Museo Civico di Palazzo Fulcis custodisce tele di Sebastiano Ricci, nato qui nel 1659 e diventato uno dei grandi maestri del Settecento europeo, insieme a opere di Bartolomeo Montagna, Andrea Brustolon — l'ebanista scultore bellunese — e Gaspare Diziani. Nel chiostro dei Morti, poco distante, si conserva l'organo settecentesco del Valloni.
La montagna in città: Serva e Nevegal
Poche città italiane possono vantare un collegamento così diretto con l'alta quota. Il Monte Serva, 2.133 metri, si raggiunge dal quartiere di Bolzano Bellunese in circa tre ore di cammino ed è il «monte di casa» dei bellunesi. Più comodo il Nevegal, il colle panoramico a 1.600 metri sopra la città: raggiungibile in venti minuti di strada, offre prati da picnic in estate, piste familiari in inverno e una vista che spazia dallo Schiara alle Vette Feltrine fino, nelle giornate limpide, alla laguna di Venezia.
Il consiglio pratico è semplice: dedicate alla città almeno una giornata intera, meglio se di sabato quando il mercato anima Piazza dei Martiri, e non trattatela come un semplice punto di appoggio. Belluno è la chiave per capire la sua provincia: qui le Dolomiti smettono di essere un cartellone e diventano vita quotidiana.

