Promozione Belluno e Provincia · Guida al territorio · 2026Guida alle Dolomiti Bellunesi: città, laghi, trekking e sapori
Montagna

Le alte vie delle Dolomiti: da Braies a Belluno a piedi

Promozione Belluno e Provincia · 2026

Dodici tappe, circa 125 chilometri e 7.300 metri di dislivello complessivo: l'Alta Via n.1, la «classica» per eccellenza, attraversa le Dolomiti dal lago di Braies fino a Belluno ed è il sogno dichiarato di ogni escursionista italiano. Ma non è la sola: la provincia di Belluno è tagliata da una rete di alte vie che permette di camminare per giorni dormendo in rifugio, senza mai scendere in valle.

La logica è quella del trekking di cresta: si cammina tra i 1.500 e i 2.700 metri, con partenza e arrivo serviti dai mezzi pubblici e un rifugio ogni quattro-sette ore di cammino. L'equipaggiamento è quello del trekking impegnativo, non dell'alpinismo: bastoncini, scarponi alti, sacco lenzuolo e un guscio per i temporali pomeridiani che d'estate arrivano puntuali.

Rifugio alpino in legno e pietra sotto una bastionata dolomitica all'alba

Alta Via n.1: da Braies a Belluno

La parte bellunese della classica inizia di fatto dopo il passo Giau: si sale al lago Federa sotto la Croda da Lago, si costeggia il Pelmo fino al Rifugio Città di Fiume, si scende a passo Staulanza e si affronta la tappa regina, quella della parete del Civetta, con pernottamento al Rifugio Vazzoler o al Tissi. Da lì si traversa verso la Marmolada — con la vista sul ghiacciaio dal Rifugio Castiglioni — e poi verso la val Pramper, tra i paesaggi più selvaggi dell'intero percorso.

Le ultime tappe scendono nelle Dolomiti Bellunesi vere e proprie: Rifugio Carestiato, passo Duran, e infine la lunga traversata della catena Pizzocco-Schiara fino al bivacco Marmol e alla discesa su Belluno. Arrivare a piedi in Piazza dei Martiri dopo dodici giorni di montagna è una piccola emozione che non si dimentica.

Alta ViaPercorsoTappeDifficoltà
Alta Via n.1 «classica»Lago di Braies → Belluno12Escursionistica, alcune cenge attrezzate
Alta Via n.2 «delle Leggende»Bressanone → Feltre13Escursionistica, tratti esposti
Alta Via n.3 «dei Camosci»Villabassa → Longarone10Escursionistica esperta

Le alternative: Alta Via 2 e 3

L'Alta Via n.2 entra in territorio bellunese alle Pale di San Martino e scende verso Feltre attraversando le Vette Feltrine, nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: è la scelta di chi cerca paesaggi meno frequentati e geologia spettacolare, con il passo delle Farangole come passaggio chiave. L'Alta Via n.3, la più selvatica delle tre, corre lungo le creste delle Dolomiti d'Oltre Piave tra Comelico e Longarone: camosci, solitudine e rifugi piccoli dove la sera si parla ancora con i gestori.

Consigli pratici per organizzarsi

Alcune indicazioni che valgono per tutte le alte vie del territorio:

  • periodo: da fine giugno a metà settembre; i rifugi aprono in genere intorno al 20 giugno e chiudono dopo la metà di settembre, con variazioni legate alla quota;
  • prenotazioni: obbligatorie e da fare con mesi di anticipo per i rifugi più famosi (Vazzoler, Carestiato, Tissi), soprattutto ad agosto;
  • varianti brevi: chi non ha dodici giorni può assaggiare la formula con il giro Civetta in 4 tappe o la traversata Piani Eterni-Carestiato in 2-3 giorni;
  • documenti: tessera CAI consigliata per gli sconti sul pernottamento e per la copertura assicurativa soccorso.

L'Alta Via non è una gara: chi la percorre con calma, magari aggiungendo un giorno di riposo a passo Duran o a Forno di Zoldo, scopre che il vero lusso di queste montagne è il tempo. Il tempo di guardare il Pelmo cambiare colore alla sera e di ripartire la mattina dopo, con lo zaino più leggero e la testa anche.