Promozione Belluno e Provincia · Guida al territorio · 2026Guida alle Dolomiti Bellunesi: città, laghi, trekking e sapori
Montagna

Vie ferrate delle Dolomiti Bellunesi: dalla Punta Penia alla Costantini

Promozione Belluno e Provincia · 2026

Cavi d'acciaio tesi su pareti verticali, scale sospese nel vuoto e la sicurezza del moschettone: le vie ferrate sono il modo più diretto per assaggiare l'alpinismo senza essere alpinisti. E poche province italiane possono competere con Belluno per numero e qualità dei percorsi attrezzati, nati proprio qui, sulle mulattiere militari della Grande Guerra.

Una premessa obbligatoria: la ferrata non è un parco avventura. Serve il kit completo — imbrago, set da ferrata con dissipatore, casco — e soprattutto la lucidità di rinunciare quando il meteo gira o le forze mancano. Chi non ha esperienza farà bene a esordire con una Guida Alpina: il territorio bellunese ha una delle scuole di alpinismo più antiche d'Italia.

Ferrata degli Alleghesi: la via lunga del Civetta

La parete nord-ovest del Civetta non è roba per tutti, ma il suo versante zoldano offre una delle ferrate più celebri delle Dolomiti: la via degli Alleghesi, che sale dal Rifugio Vazzoler al Rifugio Torrani per cenge esposte e tratti verticali, con la parete delle pareti sempre accanto. È un percorso da esperti, lungo e impegnativo, che regala però una traversata irripetibile sotto uno dei grandi monumenti dell'alpinismo mondiale.

Ferrata Costantini: la più alta e severa

Se esiste una laurea honoris causa delle vie ferrate, è la Costantini alla Moiazza sud: oltre mille metri di sviluppo attrezzato, quasi interamente in ambiente severo sopra i 2.000 metri, considerata tra le più difficili e lunghe delle Dolomiti. Si affronta solo con allenamento, tempo stabile e partenza all'alba, ed è il fiore all'occhiello di chi ha già alle spalle percorsi di media difficoltà.

FerrataMassiccioDifficoltàPer chi
Ferrata ZacchiSchiara (Gusela del Vescovà)Media, esposta nel finaleEsperti, ambiente selvaggio
Ferrata dello Sci Club 18Moiazza / CivettaMedio-difficileAllenati, buona resistenza
Ferrata Punta PeniaMarmolada, cresta ovestMedia, ambiente glacialeCon guida, prima esperienza in quota
Ferrata CostantiniMoiazza sudMolto difficileSolo ferratisti esperti

Primi passi: dove imparare

Chi parte da zero ha a disposizione percorsi brevi e ben protetti per prendere confidenza con il cavo: le pareti attrezzate della val di Zoldo e le ferrate didattiche allestite negli ultimi anni intorno ad Alleghe e Falcade permettono di imparare le manovre in sicurezza, a poche decine di metri dal suolo. Sulla cresta ovest della Marmolada, inoltre, la ferrata della Punta Penia — la vetta più alta delle Dolomiti, 3.343 metri — è l'obiettivo perfetto da affrontare con una Guida Alpina come prima esperienza in ambiente glaciale.

Sicurezza: le regole che non si negoziano

  • meteo: si parte solo con previsioni stabili; sulle pareti della Moiazza e del Civetta il temporale non perdona;
  • kit controllato: set da ferrata conforme alle norme, casco sempre in testa anche in avvicinamento, imbrago verificato a ogni stagione;
  • mai da soli se non si è esperti: il compagno di cordata è la prima forma di sicurezza;
  • ritorno garantito: conoscere sempre le vie di fuga e i tempi di discesa prima di attaccare la parete.

Le ferrate bellunesi sono una eredità storica — molte seguono le linee salite dal Genio militare tra il 1915 e il 1917 — e percorrerle significa anche leggere un capitolo di storia sospeso tra le nuvole. Con umiltà e preparazione, restituiscono emozioni che nessun altro sport di montagna sa dare.