Vie ferrate delle Dolomiti Bellunesi: dalla Punta Penia alla Costantini
Cavi d'acciaio tesi su pareti verticali, scale sospese nel vuoto e la sicurezza del moschettone: le vie ferrate sono il modo più diretto per assaggiare l'alpinismo senza essere alpinisti. E poche province italiane possono competere con Belluno per numero e qualità dei percorsi attrezzati, nati proprio qui, sulle mulattiere militari della Grande Guerra.
Una premessa obbligatoria: la ferrata non è un parco avventura. Serve il kit completo — imbrago, set da ferrata con dissipatore, casco — e soprattutto la lucidità di rinunciare quando il meteo gira o le forze mancano. Chi non ha esperienza farà bene a esordire con una Guida Alpina: il territorio bellunese ha una delle scuole di alpinismo più antiche d'Italia.
Ferrata degli Alleghesi: la via lunga del Civetta
La parete nord-ovest del Civetta non è roba per tutti, ma il suo versante zoldano offre una delle ferrate più celebri delle Dolomiti: la via degli Alleghesi, che sale dal Rifugio Vazzoler al Rifugio Torrani per cenge esposte e tratti verticali, con la parete delle pareti sempre accanto. È un percorso da esperti, lungo e impegnativo, che regala però una traversata irripetibile sotto uno dei grandi monumenti dell'alpinismo mondiale.
Ferrata Costantini: la più alta e severa
Se esiste una laurea honoris causa delle vie ferrate, è la Costantini alla Moiazza sud: oltre mille metri di sviluppo attrezzato, quasi interamente in ambiente severo sopra i 2.000 metri, considerata tra le più difficili e lunghe delle Dolomiti. Si affronta solo con allenamento, tempo stabile e partenza all'alba, ed è il fiore all'occhiello di chi ha già alle spalle percorsi di media difficoltà.
| Ferrata | Massiccio | Difficoltà | Per chi |
|---|---|---|---|
| Ferrata Zacchi | Schiara (Gusela del Vescovà) | Media, esposta nel finale | Esperti, ambiente selvaggio |
| Ferrata dello Sci Club 18 | Moiazza / Civetta | Medio-difficile | Allenati, buona resistenza |
| Ferrata Punta Penia | Marmolada, cresta ovest | Media, ambiente glaciale | Con guida, prima esperienza in quota |
| Ferrata Costantini | Moiazza sud | Molto difficile | Solo ferratisti esperti |
Primi passi: dove imparare
Chi parte da zero ha a disposizione percorsi brevi e ben protetti per prendere confidenza con il cavo: le pareti attrezzate della val di Zoldo e le ferrate didattiche allestite negli ultimi anni intorno ad Alleghe e Falcade permettono di imparare le manovre in sicurezza, a poche decine di metri dal suolo. Sulla cresta ovest della Marmolada, inoltre, la ferrata della Punta Penia — la vetta più alta delle Dolomiti, 3.343 metri — è l'obiettivo perfetto da affrontare con una Guida Alpina come prima esperienza in ambiente glaciale.
Sicurezza: le regole che non si negoziano
- meteo: si parte solo con previsioni stabili; sulle pareti della Moiazza e del Civetta il temporale non perdona;
- kit controllato: set da ferrata conforme alle norme, casco sempre in testa anche in avvicinamento, imbrago verificato a ogni stagione;
- mai da soli se non si è esperti: il compagno di cordata è la prima forma di sicurezza;
- ritorno garantito: conoscere sempre le vie di fuga e i tempi di discesa prima di attaccare la parete.
Le ferrate bellunesi sono una eredità storica — molte seguono le linee salite dal Genio militare tra il 1915 e il 1917 — e percorrerle significa anche leggere un capitolo di storia sospeso tra le nuvole. Con umiltà e preparazione, restituiscono emozioni che nessun altro sport di montagna sa dare.

