OPIFICI DEL CASTELLO DI ANDRAZ

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  • Tipo edilizio: Forno fusorio e segheria, edifici di pertinenza del castello di Andraz
  • Progettista: Anonimo/Non conosciuto,
  • Committenza: Anonimo/Non conosciuto,
  • Destinazione originaria: Forno fusorio per metalli e segheria.
  • Destinazione attuale: In disuso, monumento storico.
  • Pianta: Rettangolare, regolare.
  • Tecnica Muraria: Rustica in pietra.
  • Solai: Legno.
  • Coperture: Travatura lignea, a falde.
  • Arredi interni: Presenti le macchine per la molitura dei cereali.
  • Stato attuale: Buono Restauri e compromissioni significative.

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Particolarmente compromesso il forno fusorio, che è stato scavato per poter essere riportato alla luce. Per i siti della segheria e del molino, le compromissioni sono meno significative.

Nelle pertinenze del castello, che domina i transiti tra la valle dell’ alto Cordevole e la val Badia nei pressi del passo Falzarego (che mette in comunicazione la prima con la valle del Boite) vi sono vestigia di attività produttive che fin dal Trecento lavoravano la probabile buona quantità di materia prima transitante per la zona. Inoltre gli opifici erano indispensabili per la manutenzione del sito, e per soddisfare le necessità della guarnigione che ha più riprese ha presidiato il fortilizio.

È così che si hanno notizie di un forno fusorio, presente fin dal periodo 1334-1592, e che in tempi recenti, grazie agli scavi effettuati dalla Soprintendenza è stato riportato alla luce insieme ad abbondanti reperti collegati all’ attività fusoria, in particolare scorie di fusione e minerali.
Il forno è del tipo a manica, o catalano, ed è strettamente legato, come tipologia di materiale utilizzato e lavorato a quello proveniente dalle vicine miniere del Fursil.

Di questo manufatto rimane un muro con antistante una fossa rivestita di materiale refrattario ed una piataforma da lavoro in pietra al margine della fossa stessa.

Siti in edifici nelle immediate pertinenze del castello vi è una segheria e un mulino meglio conservati del forno. Nel mulino sono ancora conservate, sia la ruota, alimentata dall’alto, sia il banco delle macine in cui vi sono gli ingranaggi di trasmissione del moto e la macina per la molitura del cereale.

Quando nel 1803 il Principato dei Vescovi di Bressanone viene soppresso e le proprietà secolarizzate ed assoggettata definitivamente l’intera regione. Il castello diviene proprietà del governo austriaco. Privo di qualsiasi altra funzione strategica e relativamente in cattivo stato di manutenzione, nel 1853 viene venduto ad un privato locale che lo usa per ricavarne materiali. Il castello viene in parte demolito, le travature usate come materiale da costruzione per le case o addirittura come legna da ardere.

Il castello, e gli edifici di sua pertinenza, quindi la segheria e il sito del forno, sono facilmente raggiungibili da una stradina (indicazioni castello) che si dirama circa a metà della strada che dal bivio di Cernadoi (strade da Livinallongo, Colle Santa Lucia ed Alleghe) sale al Passo del Falzarego (Cortina d’Ampezzo), è la statale n. 48 delle Dolomiti. Il castello è visibile direttamente dalla strada.

Scesi per qualche centinaio di metri per la stradina conviene parcheggiare e proseguire a piedi per la malga ed il castello. Una variante, più interessante, consiste nel seguire la mulattiera che si stacca qualche chilometro più a valle ad un tornante (difficoltà di parcheggio) o dal sottostante campeggio.

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I siti del castello e degli opifici, di proprietà pubblica sono visitabili.
Per maggiori informazioni contattaci attraverso il form qui sotto, saremo ben lieti di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Ci vediamo al prossimo articolo!

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